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Giulio Cesare Graziani-Dal primo all'ultimo giorno

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Giulio Cesare Graziani - Dal primo all'ultimo giorno - 10 giugno 1940 - 05
maggio 1945.

Pagine n° 175
Dimensioni larghezza 15,5 - altezza 21

Edizioni Rivista Aeronautica

Descrizione:
Volume storico sul Generale di Squadra Aerea Giulio Cesare Graziani, con 36 pagine di documentazione fotografica. Curato da Fulcieri Graziani.

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Giulio Cesare Graziani

Dal primo all'ultimo giorno - 10 giugno 1940 - 05 maggio 1945

 

PREFAZIONE

 

Il generale di squadra aerea Giulio Cesare Graziani, arruolato in Aeronautica nel 1936 con il corso “Rex”, nell‘ultimo conflitto mondiale appartenne a quei reparti aerosiluranti che, temutissimi dal nemico, operarono intensamente su tutto il Mediterraneo. Fatta eccezione per i periodi di ricovero a causa delle ferite riportate in azione, ha volato con continuità durante tutto l’arco bellico, dal 1940 fino alla conclusione, nel 1945. Per questa sua attività è stato decorato con una Medaglia d’Oro al Valor Militare, sei d’Argento, una di Bronzo, tre Croci di Guerra, una promozione e due avanzamenti. Dall ‘alleato tedesco ha ricevuto la Croce di Ferro di seconda classe. Carattere non facile, spesso critico sino a sembrare ribelle, ma estremamente fiero e motivato, è stato uno degli eroi della seconda guerra inondiate, alla quale, con sua stessa meraviglia, è sopravvissuto. Non per nulla apparteneva al “Rex”, uno dei corsi più decorati, che ha perduto in combattimento 100 ufficiali piloti su 216 sottotenenti brevettati in Accademia. Al termine del conflitto, ha continuato a dedicarsi all‘Aeronautica Militare impegnandosi in ogni settore, tecnico, operativo o di comando, raggiungendo il massimo grado per un ufficiale di Forza Armata.

Sulle gesta degli aerosiluranti esiste tutta una letteratura. I libri sono più d’uno, alcuni incentrati sui fatti, altri sui personaggi. Anche sul generale Giulio Cesare Graziani un libro già esiste, e molti degli episodi raccontati sono già stati frammentariamente raccolti in altre opere. Ma questo testo è diverso, è un ‘altra cosa. E’ stato curato da uno dei figli del generale, l’avvocato Fulcieri Graziani, anch‘egli in passato ufficiale del(‘Aeronautica, che ha riordinato le, memorie dettate dal padre, quasi di getto, al proprio personale di segreteria durante gli ultimi mesi prima di lasciare il servizio. Il tentativo, a mio avviso riuscito, è stato quello di chiarire, con opportune spiegazioni, circostanze che l‘Autore presumibilmente dava per scontate, di rendere la lettura più scorrevole e di integrare l’originale, ove necessario, anche sulla base dei dati contenuti nei libretti di volo. Chi ha conosciuto il generale, potrà facilmente osservare come ne risultino integralmente rispettate sia le idee, sia il carattere e la personalità. Sono quindici capitoli di cronaca di guerra, raccontati in prima persona e in dinamica successione cronologica dalla voce di uno dei protagonisti. Le pagine sono intense, in un rincorrersi serrato difatti, di emozioni, di nomi, di ragionamenti e di valutazioni personali. Per i lettori novizi, quelli meno informati su fatti e personaggi della nostra guerra, sarà come leggere un libro di incredibili avventure, che pagina dopo pagina stimola il desiderio di sapere quel “cosa viene dopo” che impedisce di staccarsi dal libro. Per i più esperti è il film di un ‘epopea, cui, attraverso nomi di persone conosciute,fatti noti od originali, letture già effettuate, si aggiunge pezzo per pezzo, frammento per frammento, la ricomposizione mentale di un mosaico che inserisce ogni episodio a completamento di un casellario predisposto di cose già note, ma mai dipinte a colori così vivaci, eppure così veri.

Per coloro che hanno vissuto a cavallo tra due epoche e, come me, hanno indossato per molti anni la stessa uniforme del generale Graziani, questa lettura riporta alla mente tutti i quesiti, i dubbi e le perplessità che mi sono posto più volte, ma anche le certezze e le risposte che mi sono dato.
Mi è successa la stessa cosa rileggendo Aviatori Italiani, Gloria senza allori e altri libri, ce ne sono diversi, che raccontano episodi della nostra guerra aerea. Sono i medesimi dubbi e pensieri che sorgono spontanei leggendo le motivazioni delle medaglie al va!or militare dei nostri aviatori. E’ possibile — mi chiedo ogni volta — che questi piloti abbi ano sempre dovuto combattere contro « soverchianti forze nemiche», con i  velivoli «inadatti, inferiori a quelli del nemico, scarsamente efficienti», con un addestramento «incompleto, affrettato e non mirato alla missione», dovendo sempre supplire «con il genio italico, lo sprezzo del pericolo» e sorretti da «un’immancabile fede» e dall’arte di arrangiarsi degli specialisti? Anche Graziani denuncia tutto questo, ma non se ne lamenta mai. Evidentemente, erano fattori con i quali convivere, sperando di noti morire. Quale mal/a interiore li ha fatti continuare a combattere in queste condizioni per cinque anni? Erano costretti? Erano forte
mente ideologizzati? Con ogni probabilità, nulla di tutto questo. L’ideologia dell’epoca, il fascismo, non ha mai fatto molta presa sulle coscienze degli aviatori, né il suo insegnamento era eccessivamente “stressato” all‘Accademia e nelle scuole di volo. Altri erano gli interessi, anche se, è ovvio, erano giovani che vivevano la loro epoca senza la possibilità di molti confronti. Altre sono le motivazioni, e ben altri sono i valori che si insegnavano, e ancora oggi si insegnano, all’Accademia Aeronautica e nelle altre scuole militari. Senso del dovere, disciplina interiore, lealtà e dignità personale. E allora? Paracadute in spalla, era un modo di dire, e via.. Poi si vedrà. Ci sono altri due motivi per cui questo libro mi ha particolarmente toccato, e ho quindi accettato volentieri di stenderne la prefazione. Entrambi sono personali. il primo è quello di aver conosciuto il generale Graziani nel 1956, quando, vent’anni dopo di lui, anch’io sono entrato in Accademia Aeronautica. Come molti sanno, i nomi dei corsi sono ricorrenti per ogni generazione, dall’“Aquila “fino allo “Zodiaco”. Il ciclo si è sempre ripetuto, a eccezione che per la lettera “R”. Il generale infatti era entrato con il corso “Rex” e noi con il corso “Rostro”, ma ha voluto tenerci comunque a battesimo. Ne siamo stati fieri. Il secondo motivo risale al dicembre 1998 quando era in ospedale, affetto da una malattia dalla quale non si è più
ripreso. lo ero allora capo di Stato Maggiore, e ho chiesto ai famigliari di avere un ‘ultima occasione di salutarlo, come ultimo omaggio del corso “Rostro” e di tutta l’Aeronautica Militare. Sono entrato in camera asettica con camice e copricapo verdi e mascherina sul volto. Era assopito e sotto farmaci, senza potersi muovere. La consorte e i figli osservavano dall’oblò della sala. Gli ho sussurrato qualcosa, non ricordo cosa. Ha avuto un lampo negli occhi, e mi ha stretto con la mano sinistra l‘avambraccio, che avevo posato sulla sponda del letto. Mi aveva riconosciuto. 

Grazie, comandante Graziani!      Roma, 3 gennaio 2009      Mario Arpino

 

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Giulio Cesare Graziani - Dal primo all'ultimo giorno - 10 giugno 1940 - 05
maggio 1945.

Pagine n° 175
Dimensioni larghezza 15,5 - altezza 21

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Volume storico sul Generale di Squadra Aerea Giulio Cesare Graziani, con 36 pagine di documentazione fotografica. Curato da Fulcieri Graziani.